Apr 04

QUANDO SERVE IL PROGETTO DELL’IMPIANTO ELETTRICO?

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Documenti_progettoDocumenti_progettoLe regole sugli impianti elettrici sono indicate nel Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008, che contiene le prescrizioni sulla sicurezza degli impianti e che ha sostituito la precedente legge n. 46 del 1990. In queste due norme di Legge viene definito l’ambito in cui esiste l’obbligo del progetto elettrico.

Secondo il decreto 37/08, possiamo suddividere gli impianti in due grandi categorie:

  1. Quelli al di sotto dei limiti dimensionali stabiliti dal Decreto stesso
  2. Quelli al di sopra dei limiti dimensionali, così come definiti nel decreto.

Per gli impianti al di sotto dei limiti dimensionali, sarà sufficiente la documentazione (progetto semplificato) che produrrà l’Installatore elettrico ( anche se il decreto 37/08, chiama comunque progetto anche il documento rilasciato dall’Installatore).

Per gli impianti al di sopra dei limiti dimensionali definiti nel Decreto, l’impianto deve essere obbligatoriamente progettato da un Professionista iscritto in un Albo Professionale, nel campo di specializzazione tecnica pertinente.

Sommariamente, secondo il decreto citato, possiamo riassumere che il progetto è obbligatorio per qualsiasi destinazione d’uso dell’immobile, che comprende ambienti o strutture di tipo civile, industriale, commerciali o altro, che abbiano una delle seguenti caratteristiche o limiti dimensionali:

  • la  superficie dell’ambiente maggiore di 200 m2 (400 m2 per locali di singole unità abitative);
  • la potenza impegnata superiore a 6 kW;
  • utenze alimentate a tensioni maggiori di 1000 V ( ad esempio con cabine elettriche);

Inoltre è obbligatorio se gli ambienti, di ogni genere, sono soggetti a normativa speciale del CEI, cioè:

  • adibiti a locali medici;
  • soggetti a maggior rischio in caso di incendio;
  • soggetti a rischio di esplosione;

E’ inoltre obbligatorio anche per impianti di protezione dalle scariche atmosferiche per edifici maggiori di 200 m3.

Per approfondire e comprendere meglio, cito alcuni articoli significativi del Decreto.

L’art. 1 del DM 37/08 indica a quali tipologie di impianti e a quale settore tecnico il decreto si rivolge:

Art. 1 “Ambito di applicazione”

  1. Il presente decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l’impianto e’ connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.
  2. Gli impianti di cui al comma 1 sono classificati come segue:
  3. a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere;
  4. b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere;

Un altro articolo del decreto, utile a chiarire l’aspetto obbligatorio della progettazione, è il seguente:

Art. 5. Progettazione degli impianti

  1. Per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli impianti di cui all’articolo 1, e’ redatto un progetto. Fatta salva l’osservanza delle normative più rigorose in materia di progettazione, nei casi indicati al comma 2, il progetto e’ redatto da un professionista iscritto negli albi professionali secondo la specifica competenza tecnica richiesta.
  1. Il progetto per l’installazione, trasformazione e ampliamento, e’ redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste, nei seguenti casi:
  2. a) impianti elettrici per tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unità abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o per utenze domestiche di singole unità abitative di superficie superiore a 400 mq;
  3. b) impianti elettrici realizzati con lampade fluorescenti a catodo freddo, collegati ad impianti elettrici, per i quali e’ obbligatorio il progetto e in ogni caso per impianti di potenza complessiva maggiore di 1200 VA resa dagli alimentatori;
  4. c) impianti elettrici destinati agli immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o qualora la superficie superi i 200 mq;
  5. d) impianti elettrici relativi ad unità immobiliari provviste, anche solo parzialmente, di ambienti soggetti a normativa specifica del CEI, in caso di locali adibiti ad uso medico o per i quali sussista pericolo di esplosione o a maggior rischio di incendio, nonché per gli impianti di protezione da scariche atmosferiche in edifici di volume superiore a 200 metri quadri;
  6. e) impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), relativi agli impianti elettronici in genere quando coesistono con impianti elettrici con obbligo di progettazione;

Gli impianti elettronici sono sempre progettati quando saranno installati negli immobili i cui impianti elettrici sono soggetti all’obbligatorietà del progetto. Questi possono essere impianti di rivelazione incendi, impianti di allarme antifurto, ecc..

Va puntualizzato che sono considerati a maggior rischio in caso di incendio o soggetti a rischio di esplosione, e quindi sottoposti a progetto obbligatorio, un gran numero di impianti o ambienti che li contengono. Per semplificare, ma serve una attenta classificazione fatta da un professionista per appurare le singole applicazioni, possiamo fare riferimento all’elenco delle attività per cui serve il Certificato di Prevenzione Incendi. Nel caso in cui il Certificato di Prevenzione Incendi sia obbligatorio, lo sarà sicuramente anche il progetto dell’impianto elettrico.

Dopo la redazione del progetto, anche solo di tipo preliminare, sarà possibile richiedere alle Ditte installatrici la formulazione del preventivo, basato sul contenuto del progetto, così che le singole offerte possano essere effettivamente raffrontate. Prima però di procedere alla posa in opera dell’impianto, dovrà essere realizzato il progetto esecutivo. Questo garantirà che la realizzazione sia a regola d’arte, fornendo così la sicurezza per gli operatori e la tranquillità del rispetto normativo, senza contestazioni da Enti Pubblici preposti ad autorizzazioni, o da problemi nell’occasione di risarcimento di polizze assicurative.

Per quanto questa prassi sia ovvia, spesso viene ignorata, chiedendo prima il preventivo per l’installazione dell’impianto a più installatori, ottenendo da ognuno la proposta di ciò che reputa più opportuno realizzare. Le offerte ricevute risultano poi non paragonabili e si è di conseguenza portati a scegliere l’offerta apparentemente più vantaggiosa sotto l’aspetto economico, con il rischio che non sia adeguata a soddisfare le esigenze di sicurezza e funzionalità che verranno poi prescritte nella successiva fase di progetto, questo non perché non sia bravo l’installatore, ma perché gli viene chiesto di fornire un preventivo occupandosi anche di stabilire le condizioni di funzionalità e di sicurezza che non necessariamente rientrano nelle sue competenze. E’ già difficile essere un buon installatore, chiedergli anche di essere un buon progettista potrebbe essere fuori luogo.

Il progetto dovrà comunque essere realizzato e comporterà un costo. Se il Progettista interviene nelle fasi iniziali, le scelte tecniche che potrà effettuare potrebbero portare ad un costo di realizzazione dell’impianto più congruo alle necessità, evitando sovradimensionamenti prudenziali e applicazione di norme inutili, e così la spesa iniziale del progetto potrà essere risparmiata nella fase di esecuzione, grazie ad un dimensionamento più accurato dei componenti da impiegare e dei lavori da realizzare.